La pausa pranzo fu in una radura panoramica, un piccolo paradiso sospeso tra cielo e terra. Seduti sull’erba, con il lago davanti e le vette intorno, condividemmo pane, formaggio e silenzio — un silenzio che non pesava, ma univa. Poi, il cammino riprese tra i tornanti del bosco, dove il sole filtrava tra le foglie come un saluto gentile.
Quando raggiungemmo Villetta Barrea, il viaggio non sembrava finito.
Ogni passo era diventato un ricordo inciso nella memoria, ogni respiro una promessa di ritorno. Avevamo camminato insieme, ma ciascuno portava con sé un frammento diverso di quella montagna: la quiete della faggeta, il respiro del vento sulle vette, lo sguardo eterno dello Stazzo dell’Affogata.
Testo e Foto © Marco Buonocore