Al pAsso dei Monaci con i Camosci

un incontro meraviglioso e un momento unico

Osservare Il Camoscio appenninico nel suo habitat

è stata un'esperienza unica il poter essere qui e ammirare questo animale endemico dell'Appennino Centrale

Abbiamo vissuto un’esperienza fantastica. Stavamo guidando un tour personalizzato per raggiungere la cima del Monte Meta, una montagna incredibile, quando è successo qualcosa di completamente inaspettato. Mentre camminavamo verso la cima, abbiamo fatto un incontro con un gruppo di bellissimi camosci. Erano lì, proprio nel bel mezzo del nostro sentiero vicino al Passo dei Monaci. Per preservare la tranquillità di questi animali unici, abbiamo deciso di fermarci per un po’ e apprezzarne la presenza. Abbiamo guardato con stupore mentre pascolavano sui pascoli ad alta quota o sfrecciavano lungo pendii ripidi. L’emozione che abbiamo provato nell’osservare questi camosci da vicino, senza disturbarli nel loro habitat naturale, è stata semplicemente indescrivibile. È stato un vero momento di meraviglia e di apprezzamento per la bellezza della natura.

è stata un'emozione poter ammirare un gruppo di camosci che Era proprio lì, in mezzo al nostro sentiero, vicino al Passo dei Monaci.

Fra gli abitanti del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise spicca sicuramente il camoscio appenninico (Rupicapra pyrenaica ornata). Grazie alla creazione del Parco e ad una attenta protezione, questo speciale animale è stato preservato dall’estinzione. Negli ultimi anni la popolazione è in aumento e, grazie ai programmi di ricerca, si è già potuto reintrodurre il camoscio in altre zone dell’Appennino da cui era scomparso. Se lo osservate, noterete subito le sue grandi corna, il suo mantello invernale e altre particolarità che lo differenziano dal camoscio alpino. Il camoscio d’Abruzzo si nutre e vive soprattutto sulle praterie di montagna, sebbene in inverno, con la neve, scenda a ripararsi in foresta. Novembre è la stagione degli amori, periodo in cui avvengono i combattimenti, gli inseguimenti e le altre attività di competizione tra i maschi per conquistare le femmine. A maggio le mamme partoriscono un solo cucciolo e i camosci appena nati formano i cosiddetti “asili nido”, cioè gruppi formati da una o poche femmine adulte che si alternano con le altre madri nella custodia di numerosi piccoli in modo da potersi più facilmente nutrire, senza impegni di allattamento e di sorveglianza. I piccoli imparano presto a seguire la madre e a rifugiarsi sulle pareti più scoscese e irraggiungibili dove sono più al sicuro dall’attacco di lupi e aquile; si uniscono presto al branco, costituito dalle femmine adulte con i giovani, per pascolare e scorrazzare sulle praterie d’altitudine.

Testo e foto © Marco Buonocore
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Esperienza in natura

Le nostre escursioni e attività tra le montagne del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise consentiranno una profonda immersione nella natura, un’esperienza che offre sempre grandi emozioni. Inoltre, ti guideremo attraverso i piccoli borghi, veri e propri scrigni, ricchi di cultura e tradizioni.