Barrea e la Vallis Regia

l'origine dei nomi e il loro legame nella storia

I nomi di Barrea e della Vallis Regia sono stati sempre legati

Dai reperti archeologici del VII sec. a.c. alle lontane vicende dell' VIII secolo

Nella metà dell’VIII secolo, tra le anse del fiume Sangro, sorse in questa valle il Monastero di S.Angelo, divenuto famoso per frequenza di asceti, osservanza monastica ma anche per ricchezze e poderi. Nel X secolo gli ungari lo distrussero e in seguito fu fatto riedificare dal Padre benedettino Azzone sullo sperone roccioso dove oggi sorge Barrea. Il nuovo edificio, oltre ad essere un luogo pio, assolveva a funzioni difensive ed intorno ad esso iniziò a svilupparsi il centro abitato.
l Cardinale Leone Ostiense, discepolo di Vittore III, sostiene che la sua posizione apicale sulle profonde gole del Sangro, le sue alti pareti tipiche di una fortezza, indussero Azzone a denominarlo eloquentemente “Bale”, dal greco “gettare”, che unito all’attributo “regio” avrebbe poi generato Barreggio.

Le origini di Barrea e della Vallis Regia possono essere rintracciate lontano nel tempo e sono state oggetto di varie teorie e interpretazioni

All’inizio dell’XI secolo, l’abate di Montecassino che in seguito divenne Papa Vittore III, nei suoi Dialoghi parla della valle di Barrea “in valle quae dicitur Regis” (nella valle che fu detta del Re). Anche Re Lodovico II, che qui passò, usa lo stesso toponimo, “Vallis Regis”.
Ma la Vallis Regia era già nota ai romani e ancor prima a quei popoli preitalici che la abitavano, i Safini (o Sanniti). I resti trovati in questa valle, le ricche tombe e le rare pietre con simboli epigrafici, fanno pensare che in questo estremo confine con la gente marsa si raccogliesse un centro “d’aristocrazia” della tribù caracena, una delle popolazioni safine.
 
Testo © Stefano Quaranta
Foto © Marco Buonocore

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